Peer Education (Educazione tra pari)

L’educazione tra pari è un processo educativo che funziona a molti livelli. A un gruppo motivato si offre l’opportunità di sviluppare le qualità necessarie per diventare leader su un determinato compito o su determinati argomenti. Questo processo di formazione sviluppa un patrimonio di consapevolezza e di conoscenze, che è poi trasmesso e condiviso nel gruppo allargato. I pari agiscono quali facilitatori di comunicazione, cercando di stimolare discussioni e riflessioni con i coetanei sui temi più diversi con l’obiettivo di promuovere un eventuale cambiamento o riconsiderazione del proprio punto di vista.

Gli interventi educativi di sostegno alle competenze personali hanno i seguenti obiettivi:

  • aiutare i giovani a sperimentarsi come cittadini attivi nell’interesse proprio e degli altri, nelle decisioni che li riguardano e negli ambiti di vita dove sviluppano le loro esperienze (dalla scuola al quartiere, alle associazioni, ai centri di aggregazione), nell’assunzione di responsabilità e facendo i conti con limiti e regole e con la necessità di negoziare, co-decidere e co-gestire con gli adulti;
  • sviluppare la pro-attività degli adolescenti coinvolti attraverso il miglioramento delle competenze personali, promuovendo l’autostima e la capacità di scelta: la c.d. “etica della responsabilità del sé”;
  • sviluppare negli adolescenti in modo permanente alcune capacità fondamentali, come la coscienza delle proprie azioni, la capacità di riflettere e apprendere da ciò che si vive, la disponibilità al confronto e al cambiamento, consapevoli che le capacità crescono solo se si utilizzano in un contesto che funzioni da “prova” e da “sfida” e che prepara ad affrontare situazioni sempre più complesse;
  • stimolare percorsi di crescita e di potenziamento dell’autonomia individuale: rispecchiare, tenere a mente, sostenere, facilitare i processi d’integrazione, di simbolizzazione per la costruzione di un’identità personale e sociale;
  • costruire con i ragazzi un progetto riguardo alle scelte future, promuovere l’esercizio di un’azione trasformativa sul mondo per realizzare pienamente un’espansione di sé evitando l’eternizzazione del presente;
  • prevedere l’allestimento di processi nei quali non sono implicati i soli giovani, ma dove generazioni, ma anche generi e culture diverse, riescano a mettere in comune problemi e soluzioni. La promozione dell’intergenerazionalità, intesa come comunicazione e dialogo tra generazioni, scambio, “trasmissione” reciproca di culture e saperi è fondamentale per prevenire il conflitto, favorire la coesione della comunità, valorizzare sia il ruolo dell’anziano, che quello dei giovani, portatori di ricchezza culturale, molteplicità di espressioni e di linguaggi;
  • potenziare le iniziative di mobilità giovanile con le realtà di diversi Paesi europei, sostenendo i territori nella progettazione dei programmi dell’Unione Europea volti a promuovere il confronto fra le giovani generazioni.

Fonte: Regione Emilia Romagna (2013) – Promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza: “Progetto Adolescenza”: linee di indirizzo regionali.